Perdita di peso della chiesa battista capitale, Comunità e pastori del protestantesimo italiano in "Cristiani d'Italia"

Comunità e pastori del protestantesimo italiano di Lothar Vogel - Cristiani d'Italia Condividi In Italia il protestantesimo costituisce una minoranza piccola ma stabile.

L'esperienza generale della gente risulta essere quella di provare un forte disagio, una grande noia, un repellente rifiuto, una vera e propria perdita di tempo.

Ai tempi del censimento del ben Fra gli immigrati residenti in Italia si stima una presenza di Evidentemente, le cifre rilevate attraverso censimenti o sondaggi non coincidono precisamente con quelle degli elenchi delle relative Chiese. Il numero più o meno stabile di ben Il protestantesimo rappresenta, dunque, una dimensione di cristianesimo italiano le cui coordinate di base si stabilirono proprio durante e in seguito al Risorgimento3, periodo che perdita di peso della chiesa battista capitale questa ragione costituisce il baricentro di questo saggio.

I presupposti storici Ai tempi della Riforma personaggi e gruppi orientati all'insegnamento della Riforma germanofona o ginevrina furono presenti in molte zone della penisola. Con l'eccezione del ventennio napoleonico, l'affermazione pubblica di visioni protestanti fu proibita in tutti i territori italiani fino alla metà del secolo XIX.

Considerando i confini dello Stato italiano formatosi nel Risorgimento, la sola eccezione fu costituita dai Valdesiche all'epoca della Riforma si erano trasformati in una Chiesa riformata d'orientamento ginevrino.

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Appoggiata dalla solidarietà dei fratelli di fede europei, questa Chiesa sopravvisse in alcune vallate delle Alpi Cozie appartenenti alla Savoia su suolo francese soltanto fino al a diversi periodi di persecuzione. Gli insediamenti valdesi delle Puglie e della Calabria, invece, risultati dell'emigrazione dalle valli alpine dal secolo XIII in poi, furono violentemente sottomessi al cattolicesimo romano5. Tra i presupposti storici del protestantesimo italiano contemporaneo possiamo indicare, dunque, la presenza in territorio sabaudo di una Chiesa riformata d'impostazione presbiteriana-sinodale, le cui singole Chiese furono governate da un concistoro composto di anziani, diaconi e dal pastore, e la cui massima autorità fu il sinodo composto da pastori e anziani.

Culturalmente, l'Eglise des Vallées fu orientata verso Ginevra e Losanna, dove la stragrande maggioranza dei futuri pastori svolse gli studi teologici per prepararsi al ministero.

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A quest'orientamento corrispose l'uso del francese come lingua della Bibbia, della scolarizzazione, del culto e della teologia, mentre la lingua d-bruciagrassi fine vita quotidiana era ed è in parte ancor oggi l'occitano7.

Ufficialmente tollerate soltanto in una zona concessa dalla signoria sabauda nel contratto di Cavour delpresenze valdesi si rintracciano sin dalla fine del secolo XVII anche nella zona di Torino8. Il secondo presupposto per la formazione di un protestantesimo italiano fu la continua presenza sulla penisola di stranieri non cattolici, che soggiornarono nei territori italiani come commercianti, diplomatici e militari.

Nonostante l'editto concedesse soltanto lo svolgimento privato del culto, la comunità raggiunse un primo perdita di peso in menopausa giuridico. Un altro fattore favorevole all'insediamento di protestanti in Italia fu, dal secolo XVIII in poi, l'esistenza di porti franchi.

A Livorno, la Congregazione olandese-tedesca svolse già daldietro una facciata cattolica, la sua opera assistenziale, lasciando spazio anche a predicazioni protestanti. Le inaugurazioni della cappella anglicana nel e di quella prussiana nel sancirono l'uscita dei non cattolici dalla clandestinità, sebbene questi luoghi di culto rimanessero integrati nelle residenze dei relativi consolati Vale lo stesso per le comunità professanti la Confessione d'Augusta che si formarono in Istria Fiume, Abbazia 14 e, causa il nascente turismo, nell'Alto Adige Merano e Bolzano Accanto al commercio la diplomazia fu un altro motivo importante per l'arrivo in Italia di protestanti, e fu il carattere extraterritoriale delle ambasciate transalpine a dare spazio a riunioni di culto evangelico.

Sotto i presupposti di un ecumenismo reazionario lo svolgimento di culti non cattolici da parte degli stranieri andava tollerato, finché non si trattasse di tentativi di guadagnare proseliti fra la popolazione. Fu questo il motivo per cui la tolleranza rimase condizionata all'uso della relativa lingua straniera.

A Firenze, dove la legislazione toscana imitava l'editto di tolleranza austriaco19, la numerosa presenza di stranieri inglesi, tedeschi e svizzeri, fra cui un gruppo consistente proveniente dai Grigioni di madrelingua italiana, fece nascere presto una collaborazione fra cattolici liberali e protestanti.

In materia pedagogica Raffaello Lambruschinifondatore dell'Istituto di S. Nel Lambruschini accolse perfino per qualche mese il pastore valdese Bartolomeo Malan, inviato dalla Tavola in Toscana per imparare l'italiano. Fu inoltre di provenienza ginevrina un importante ispiratore fiorentino del RisorgimentoGian Pietro Vieusseuxfondatore dell'Antologia e dell'Archivio storico italiano Dalil luogo di culto fu anche usato da una comunità anglicana.

La celebrazione di culti protestanti in italiano, giustificata dalla presenza di svizzeri italofoni, attrasse anche alcuni fiorentini, fra cui il conte Piero Guicciardinipiù tardi una delle figure più importanti dell'evangelismo risorgimentale, convertito a suo dire nel Avviene in questo periodo anche un primo tentativo di evangelizzazione organizzata fra la popolazione fiorentina mediante 'colportori' ossia venditori di Bibbie e trattati, fra cui l'avvocato Tito Chiesi, guadagnato al protestantesimo dalla Calandrini.

A Napoli, la fondazione di una comunità evangelica, composta da tedeschi e francesi e protetta dall'ambasciata danese prima e prussiana poi, risale al In seguito, si costituirono sul territorio del Regno delle due Sicilie alcune altre Chiese evangeliche e anglicane Per quanto riguarda il Regno lombardo-veneto, è documentata già nelossia in epoca napoleonica, a Bergamo, una 'colonia protestante', composta di commercianti di seta provenienti dalla Svizzera.

Fu simile a Bergamo il destino della comunità protestante svizzero-tedesca di Pordenone, legata all'industria del cotone e menzionata per la prima volta nel Solo nel ricevettero una sorta di riconoscimento, anche se non come comunità ma come 'riunione evangelica' ossia come adunanza strettamente privata In generale, queste Chiese composte da cittadini stranieri vissero nella separazione dalla popolazione locale, e con una mentalità conservatrice dovuta anche all'appartenenza di gran parte dei soci all'alta borghesia, godendo al tempo stesso di una forte autonomia amministrativa, che rese spesso difficile la posizione del predicatore ovvero del pastore, più dipendente che in patria dal benestare dei membri del suo consiglio di Chiesa e ridotto a volte a un ruolo di funzionario della Chiesa, anziché esserne il rappresentante.

Nella comunità annoverava circa membri Evangelizzare l'Italia: motivazioni teologiche Nella prima metà del secolo XIX l'assetto statico delle presenze evangeliche in Italia fu animato, come in tutto il mondo protestante, dal movimento della seconda ondata del Risveglio da distinguere da quella precedente, del secolo XVIIIche era partita dal mondo anglofono e che intendeva dare al perdita di peso per un uomo di 33 anni uno slancio nuovo in risposta alla crescente perdita di peso della chiesa battista capitale della società e della cultura, intravista da alcuni perfino nella teologia accademica di stampo 'razionalistico' o 'sociniano' In parte, il Risveglio si tradusse anche in una riscoperta delle identità confessionali — un motivo che spiega la formazione di chiese di stranieri, confessionalmente definite in Italia proprio nella prima metà del XIX secolo Furono tipici del Risveglio sia l'impegno missionario, portato avanti spesso non dalle Chiese ma da libere 'associazioni' di credenti, sia la presenza di uno spirito perdita di peso della chiesa battista capitale all'interno delle Chiese, che poteva anche comportare separazioni dei pii risvegliati dagli organismi ufficiali.

Accanto a essa, furono fondate in questi stessi anni a Ginevra due altre Chiese libere, la Chapelle du Témoignage del pastore César Malan fra il e il e la Société évangélique di François Samuel Louis Gaussenimportante quest'ultima per aver inaugurato, neluna École de Théologie in alternativa alla facoltà teologica dell'Accademia statale, conosciuta com'era per il suo socinianesimo.

A parte influssi spirituali nel senso stretto, la particolare attenzione dei risvegliati per la Chiesa delle valli, considerata un discendente diretto del cristianesimo apostolico35, permise in questa zona la fondazione di istituzioni pedagogiche e sanitarie innovative: gli ospedali di Torre Pellice e Pomaretto e una riorganizzata rete di scuole elementari, dovuta all'impegno dell'alto ufficiale inglese Charles Beckwithresidente nelle Valli dal Gilly di Durham, alla costruzione del Collegio valdese nelpensato come istituto di formazione secondaria, e provvide inoltre a un miglioramento degli ospedali chiamando nelle Valli suore provenienti dalla Casa delle diaconesse di Echallens più tardi Saint-Loup Il servizio delle diaconesse fu anche il presupposto per l'apertura di asili e case di riposo in questa regione, nonché per l'istituzione di una casa italiana delle diaconesse Dà testimonianza di questi contatti anche la celeberrima richiesta cavouriana di una 'libera Chiesa in un libero Stato'.

Nelossia in epoca napoleonica, questa società si era potuta avvalere di un'apposita autorizzazione rilasciata dal vescovo di Messina.

Da un lato, infatti, vi sono i cinque principi ma Crepaldi ha ricordato che ve ne è anche un sesto che derivano dalla predicazione del Cristo, che attraversano i Vangeli e le lettere di San Paolo fondamento essenziale della teologia.

L'interessamento particolare del mondo risvegliato anglofono per l'Italia fu dovuto a una visione assai polemica del papato, considerato l'antesignano di ogni tipo di oppressione e superstizione, il cui sconvolgimento politico sembrava aprire il paese alla libertà di coscienza e, al contempo, all'ascolto dell'Evangelo — una visione permeata da elementi escatologici, politicamente legata all'egemonia britannica nel Mediterraneo Accanto al Risveglioanche le tendenze riformistiche attive negli ambienti cattolici prepararono in un certo senso l'impresa evangelica.

È evidente che fenomeni di questo tipo poterono essere percepiti da osservatori stranieri come disponibilità al passaggio verso il protestantesimo Nonostante una vicinanza di queste affermazioni al principio riformato del libero esame della Scrittura, cui potrebbero essere associate affermazioni simili di Giuseppe Garibaldi 44, Mazzini prese esplicitamente le distanze dal protestantesimo inteso come prodotto di quella storia che si voleva ora superare.

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Fu decisivo per la formazione di un ambiente evangelico in Italia il fatto che sin dai moti carbonari del un certo numero di attivisti impegnati nel superamento della Restaurazione fosse costretto a recarsi in esilio, entrando in tal modo in contatto con il cristianesimo evangelico.

Questo vale in particolare per l'isola di Malta, Londra e Ginevra, dove si formarono negli anni Quaranta dell'Ottocento le prime congregazioni evangeliche di nazionalità italiana.

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Giuliano, gestita da un comitato londinese e da poco dotata, su proposta di Achillidi una sezione teologica che doveva preparare ex-sacerdoti cattolici all'evangelizzazione. La Congregazione fu concepita come indipendente sia dagli anglicani, sia dalla Free Church scozzese, che era già attiva sull'isola.

Genesi dello stato[ modifica modifica wikitesto ] Le origini del dominio temporale dei papi possono essere considerate sotto due aspetti, uno di fatto e l'altro di diritto: di fatto: con la progressiva dissoluzione del potere bizantino in Italia centrale e la costituzione del Ducato romano ultimi decenni del VI secolola figura del papa venne prima ad affiancarsi, poi a sostituirsi, a quella del dux di nomina imperiale. Nell'Urbe e nell' Agro romano i papi subentrarono ai suoi poteri, in primis nell'esercizio della giustizia di appello, nella riscossione delle imposte, nella possibilità di imporre la fedeltà politica e l'aiuto militare ai vassalli loro sottoposti [6]. In seguito alla caduta dell' Esarcato d'Italia e la fine del dominio dell' Impero bizantino sull'Italia centro-settentrionale, i papi divennero pienamente possessori di poteri sovrani nell'Italia centrale [7] ; Il Patrimonium Sancti Petri[ modifica modifica wikitesto ] A partire dal IV secolo dopo l' Editto di Milano la Diocesi di Roma divenne proprietaria di immobili e terreni, frutto delle donazioni dei fedeli. Il patrimonio terriero del vescovo di Roma era denominato Patrimonium Sancti Petri perché le donazioni erano indirizzate ai santi Pietro e Paolo. Nel VI secolo aveva assunto un'estensione di rilievo Patrimonia.

Ne fu persona chiave, accanto all' AchilliLuigi Desanctisex consultore del Sant'Uffizio e parroco romano. Un anno dopo, comunque, la chiusura della Scuola collegiale, decretata dal vescovo anglicano di Gibilterra, alla cui diocesi apparteneva l'isola, insieme alla rottura personale fra Achilli e Desanctis misero termine anche a questo progetto A Londra, la Scuola gratuita italiana fondata da Mazzini ebbe come vicedirettore Filippo Pistruccidiventato evangelico attorno al Dato che Ferretti come studente di teologia aveva avuto contatti con Scipione de' Riccivescovo giansenista di Pistoia, e con la comunità svizzera di Firenze51, egli simboleggia il passaggio dal riformismo cattolico a una visione evangelica.

I Brethren non riconobbero alcun ministero di predicazione e amministrazione dei sacramenti, insediando soltanto anziani per la conduzione delle comunità. Lo stesso Ferretti aveva inoltre fatto la conoscenza personale di John N.

Stato Pontificio

La città di Ginevra, centro del calvinismo europeo, si era sempre trovata in scambi non soltanto economici ma anche culturali con il territorio sabaudo La presenza di esuli italiani in questa città indusse il colonnello Henri Tronchin, anziano della Pélisserie, a organizzare un Comité d'évangélisation italien-suisse. Fu proprio Desanctis a farsi consacrare nel ministro di culto valdese, definendo nella sua richiesta d'ammissione la Chiesa delle Valli 'l'antica Chiesa italiana' e trasferendosi poi come evangelista a Torino In seguito, il progetto originario di cura pastorale degli italiani a Ginevra si concluse con il licenziamento anche di Mazzarellalasciando un certo attrito fra il Comité e la Tavola valdese, che, a parte le contingenze, riflette la tensione ecclesiologica fra un segmento dell'Église libre ginevrina influenzata da idee darbyiste e una classica Chiesa riformata — una differenza che si sarebbe rivelata decisiva per la formazione del protestantesimo in Italia.

L'evangelizzazione italiana della Chiesa valdese La Chiesa valdese, influenzata com'era semplice routine di perdita di peso Risveglio ginevrino, fu spinta da diversi fattori a rivolgere la sua attenzione al nascente Stato italiano. A parte l'appartenenza politica alla Savoia, che stava per rivelarsi la potenza chiave del Risorgimentofu Charles Beckwith a dare impulsi importanti.

Si dovette a lui l'invio di Bartolomeo Malan a Firenze nelun soggiorno pensato come preparazione linguistica all'insegnamento presso il Collegio di Torre Pellice; vale lo stesso nel per l'introduzione dell'italiano come materia in tutte le scuole elementari delle Valli Relativamente all'ordinamento della Chiesa, risale al suo influsso anglicanizzante la modifica delsecondo cui non si parlava più, come prima, di un 'corpo' di Chiese locali, ma di un'unica Chiesa.

Nello stesso anno lo studente di teologia Paolo Geymonat, iscritto all'École libre di Ginevra, sostenitore fervente del Risvegliosi fece inviare dal Comité d'évangélisation italien-suisse, disubbidendo perfino agli ordini della Tavola, a Roma per diffondere il messaggio evangelico.

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Geymonat, comunque, giunse a Roma soltanto dopo la soppressione della repubblica, in circostanze cioè in cui era impossibile realizzare il suo proposito Nonostante questo, egli rimase anche in seguito un fervente promotore dell'evangelizzazione italiana. Le trattative portarono nell'estate all'adesione incondizionata come sedicesima parrocchia e, per conseguenza, alla scissione della comunità degli stranieri.

Fu meno difficile, nell'integrazione della Chiesa evangelica di Nizza, fondata nel da inglesi e amministrata dal da pastori riformati francofoni, dotata anch'essa di un'opera di evangelizzazione fra la popolazione di lingua italiana Gli strumenti dell'evangelizzazione furono la predicazione, spesso presso famiglie disponibili ad accoglierle, e poco dopo anche la fondazione di scuole diurne, emt perdita di peso e domenicali — una strategia promettente in vista del tasso elevato di analfabetismo — di ricoveri o perfino ospedali fra cui Genovafondato in collaborazione con le locali comunità evangeliche di stranieri, e Torino 71, nonché di numerose associazioni funerarie e società di mutuo soccorso sia per operai industriali, sia per lavoratori agricoli.

Queste misure furono tanto più importanti in quanto l'adesione a una comunità evangelica poteva aver per conseguenza l'emarginazione sociale e la perdita del posto di lavoro.

Stewart, residente a Livorno dal Un altro elemento indispensabile del lavoro di evangelizzazione fu, come già praticato a Firenze e a Roma, la diffusione di materiali a stampa, per la cui produzione fu fondata nel una casa editrice dal nome Claudiana, ricordando il vescovo iconoclasta Claudio di Torino del secolo IX, ricorrendo cioè a un tipo di precursore italiano della Riforma Costituirono spesso l'avanguardia dell'evangelizzazione i 'colportori', uomini incaricati dalle società missionarie che giravano per il paese con un carro corredato di libri in vendita.

Furono spesso loro, persone in grande maggioranza prive di formazione accademica, a guadagnare i primi simpatizzanti su cui si poterono appoggiare ulteriori attività Soltanto dopo fu inviato l''evangelista' teologicamente formato il titolo 'pastore' rimase riservato al ministero in una comunità consolidata per annunciare pubblicamente il messaggio evangelico e per dare una forma più stabile a quella comunità locale in nascita.

Un problema organizzativo dell'evangelizzazione valdese fu che la Chiesa venne governata da un sinodo che rappresentava esclusivamente le comunità delle Valli, cui si associarono man mano quelle integrate. Mentre gli evangelisti inviati nelle diverse parti del paese, in gran parte ministri di provenienza valdese, ne erano membri, non ci fu una rappresentanza organica dei nuclei comunitari nati nel campo di evangelizzazione.

Questo fu dovuto a una certa preoccupazione dei valdesi di non voler imporre al nascente ambito evangelico italiano, pur partecipando all'evangelizzazione, le peculiarità della tradizione, come si evince dalla relativa delibera del sinodo del Nel fu istituito, come istanza responsabile di questo lavoro nei confronti del sinodo, il Comitato di evangelizzazione, seguendo i modelli di Ginevra e Nizza e limitando le mansioni della Tavola alle comunità pienamente integrate Perdita di peso della chiesa battista capitale passo successivo verso l'integrazione delle Chiese della diaspora fu compiuto nelallorché il sinodo accolse per la prima volta come membri i deputati dei perdita di peso della chiesa battista capitale In generale, le attività evangelistiche dei valdesi trovarono un terreno fertile più in città che in campagna, un fatto dovuto a una certa disponibilità al distacco dalla Chiesa romana sviluppatasi attraverso la ricezione di pensieri anticlericali o socialisti nella popolazione cittadina Inoltre, chi svolgeva una professione autonoma o d'impiego industriale era meno esposto di un contadino a pressioni sociali di vario tipo.

Nonostante questo, ci furono anche Chiese valdesi prettamente contadine L'apertura che c'era negli anni del Risorgimento per il messaggio evangelico si evidenzia in modo esemplare dalle cifre del censimento del concernenti la città siciliana di Riesi, allorché dei La comunità evangelica di Firenze, che aveva subito perdita di peso della chiesa battista capitale al un periodo di repressioni, visse dal una rapida ripresa, anche perché nello stesso anno fu trasferita nella futura capitale del Regno d'Italia la Scuola valdese di teologia, fondata nel a Torre Pellice secondo il modello dell'École de théologie ginevrina, per assicurare una formazione teologica mirata all'ambito italiano dei futuri pastori Due anni dopo, questa Chiesa richiese, come prima comunità pienamente italofona, l'adesione a pieno titolo alla Chiesa valdese.

Dopo trattativi difficili, in parte a causa di tensioni personali fra Geymonat e il Comitato di evangelizzazione, la comunità si sottomise nel al Comitato, mantenendo il suo nome Un ultimo aspetto che promosse la diffusione dei perdita di peso della chiesa battista capitale fu l'emigrazione, che fece nascere comunità valdesi nella Svizzera, lungo il Rio de la Plata Uruguay e Argentina e in diverse città nordamericane, fra cui merita un accenno particolare Valdese Carolina del Norddove i valdesi formarono nel una colonia propria.

Mentre i valdesi di Valdese si sono integrati presto delle Chiese nordamericane già esistenti, le comunità svizzere e sudamericane hanno sempre conservato un legame organico con la Chiesa patria Riguardo alla presenza globale di questa Chiesa, merita anche un accenno la partecipazione a diversi progetti missionari svolti in Lesotho e Zambia L'evangelizzazione delle chiese libere Per breve tempo la Chiesa valdese fu l'unico attore impegnato nell'evangelizzazione italiana.

In queste circostanze un dissenso di rilevanza apparentemente secondaria fece scattare una rottura insanabile. Nel la Tavola cedette alle pressioni del re e del ministro Camillo Benso di Cavourrivendendo la chiesa per costruire un edificio di culto in altra sede.

Dalla componente evangelica della comunità questo atto fu denunciato come favoreggiamento dell'idolatria, dato che ci si aspettava ora la riapertura della chiesa come luogo di culto cattolico Nel era ritornato dall'esilio londinese il conte Piero Guicciardini, che si era associato al ramo moderato dei Plymouth Brethren e aveva inoltre guadagnato come discepolo Teodorico Pietrocola Rossetti, nipote di Gabriele Rossetti.

Rossetti, invece, svolse l'evangelizzazione ad Alessandria e dintorni, creando in quella regione una rete di nuclei radicati nei ceti operai e anche nella popolazione rurale.

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Vale generalmente l'osservazione che le Chiese libere riuscirono meglio dei valdesi a interessare i ceti sotto-borghesi Ebbe carattere programmatico il libretto Principii di fede e di disciplina estratti dalla Parola di Dio per servire di base alla Chiesa evangelica di Torino pubblicato da Desanctis nelche in linea di massima riprodusse la costituzione dell'Église libre ginevrina del Benché i 'liberi' sviluppassero il loro baricentro nel Piemonte, le loro Chiese si diffusero ampiamente.

Mentre la Scuola valdese di teologia imboccava, come il suo modello ginevrino, una rotta accademica, nacquero nell'ambito delle Chiese libere due scuole di evangelisti: una a Genova, diretta da Mazzarella e Desanctis in cui ci si preparava anche perdita di peso della chiesa battista capitale elementaree un'altra ad Alessandria, gestita da Rossetti Colpisce in questo contesto l'elogio dell'anglicanesimo, dovuto forse anche a dipendenze economiche Per il raggiungimento di questo obiettivo egli godette dell'appoggio del pastore John R.

McDougall, ministro della comunità fiorentina della Free Church scozzese Si confrontarono, dunque, i modelli di una fratellanza plymouthista e quelli di una Chiesa presbiteriana libera. Ripetutamente, le difficoltà economiche provocarono l'adesione di pastori e d'intere comunità da loro dirette ad altre denominazioni, in particolare ai metodisti e ai valdesi.

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Nella Chiesa libera si sciolse definitivamente, associandosi ai metodisti Al tempo stesso, questa nuova generazione di ministri era teologicamente meno preparata e per conseguenza meno capace di coltivare i rapporti con i 'colleghi' evangelici. Tra i costumi delle Chiese libere italiane, presto chiamate anche 'Chiese dei fratelli' e caratterizzate da riunioni incentrate sulla Scrittura e da una spiritualità biblicista, spicca il rifiuto della festa di Natale, interpretata come simbolo della 'costantinizzazione' della Chiesa Le attività delle associazioni missionarie anglofone Accanto a impulsi radicati in Italia, la storia del protestantesimo di questo paese è anche caratterizzata dall'impegno di associazioni missionarie estere, in particolare di provenienza anglofona.

Per quanto concerne il metodismo wesleyano inglese, il pastore William Arthur, figura importante della Società missionaria metodista che aveva già dato sostegno alla Chiesa italiana di Londra, intraprese fra il e il un viaggio attraverso l'Italia, riassumendo le sue esperienze nel libro Italy in Transition, interessante documento dell'Italia risorgimentale Mentre la collaborazione con i valdesiil cui anti-arminianesimo tradizionale era stato già ammorbidito dal Risveglioera assai positiva, entrambi i rami dei 'liberi' si opposero inizialmente a ogni possibile interferenza estera nell'evangelizzazione italiana Presto, comunque, anche le attività metodiste sfociarono nella costituzione di una denominazione propria, in cui lavorarono colportori ed evangelisti italiani sotto la direzione di Piggottdopo che Green aveva lasciato il paese per ragioni di salute.

Nel fu proclamata la Chiesa evangelica metodista in Italia, atto accompagnato dalla fondazione di riviste e perfino di una Scuola di teologia a Padova Neli predicatori italiani furono riconosciuti anche dalla Conferenza britannica, cui rimasero sottoposti i due 'sinodi distrettuali' uno settentrionale e uno meridionale istituiti nel Come nelle altre denominazioni, la predicazione fu accompagnata dalla fondazione di scuole e risultati ritardati di perdita di peso opere assistenziali, anche in collaborazione con altri evangelici.

Nonostante le dichiarazioni iniziali di voler evitare la creazione di un'ulteriore denominazione a sé stante, nel Vernon procedette alla fondazione della Chiesa metodista episcopale d'Italia, un atto cui fu forse anche spinto dal fatto che sin dall'anno precedente i metodisti americani erano stati quasi costretti ad assumersi il carico di sostenere un certo numero di evangelisti della Chiesa libera, sin da quando l'American and Foreign Christian Union, che fino ad allora aveva dato loro appoggio, si era ritirata dall'Italia Come i metodisti inglesi, anche quelli americani integrarono subito nella loro opera evangelisti italiani, fra cui alcuni di provenienza valdese, ma anche diversi ex sacerdoti Mentre i primi guadagnavano adesioni anche fra la popolazione rurale, i metodisti episcopali si concentrarono consapevolmente nelle grandi città Fu una cesura, nella storia di quest'ultima opera, l'arrivo di William Burt nel quale sovrintendente del distretto settentrionale prima e come successore di Vernon dal Nonostante questo, la gestione Burt coincide con la massima fioritura dell'opera metodista episcopale in Italia, dovuta non solo all'appoggio economico americano ma anche alla sintonia delle visioni anticlericali e antipapali di questa Chiesa con le correnti liberali della borghesia italiana, che si esprimeva anche nel fatto che gran parte del livello gestionale della Chiesa, Burt incluso, apparteneva perdita di peso della chiesa battista capitale massoneria.

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